{"id":421,"date":"2017-03-30T11:38:57","date_gmt":"2017-03-30T09:38:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/?p=421"},"modified":"2024-01-08T18:21:36","modified_gmt":"2024-01-08T17:21:36","slug":"questa-malattia-non-e-per-la-morte-ma-per-la-gloria-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rete3.net\/cdp\/2017\/03\/30\/questa-malattia-non-e-per-la-morte-ma-per-la-gloria-di-dio\/","title":{"rendered":"\u00abQuesta malattia non \u00e8 per la morte ma per la gloria di Dio\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Incontro del 30 marzo <\/strong><br \/>\nUn commento di suor Emmanuelle-Marie*<br \/>\n<strong>Gv 11,1-45<\/strong><br \/>\nTutto quello che succede, anche l&#8217;irreparabile come la morte, nasconde un bene pi\u00f9 grande di quello perso. Come per le sorelle di Lazzaro, \u00e8 pi\u00f9 comodo fermarsi alla situazione immediata: &#8220;<em>se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto<\/em>&#8220;. Si trovano sempre dei &#8220;<em>se \u2026, non sarebbe capitato<\/em>&#8220;, come se si potesse tornare indietro e ridistribuire le carte. La vita invece \u00e8 sempre davanti, ricca d&#8217;inedito per chi, nel presente, non si ferma a rimpiangere il passato.<br \/>\n<!--more--><br \/>\n<em>&#8220;Lazzaro, vieni fuori &#8230; Scioglietelo e lasciatelo andare!<\/em>&#8220;. In questa presentazione della morte di Lazzaro, sono raccontate, a livello simbolico, tutte le malattie dell&#8217;uomo, nonch\u00e9 il percorso che deve fare per arrivare alla guarigione. E non solo lui, l&#8217;infermo, ma anche tutti coloro che &#8220;custodiscono&#8221; la sua malattia, che a loro insaputa coltivano un senso di onnipotenza, o almeno di potere, su di lui che ha bisogno di cure, di consolazioni. Quanti bambini prendono tutte le malattie solo perch\u00e9 la madre ha bisogno di sentirsi buona e riesce ad esserlo quando i figli sono bisognosi delle sue cure. In questo testo, vengono descritti tutti i comportamenti possibili di fronte alla sciagura: c&#8217;\u00e8 chi piange, non esce di casa, fa il lamento, chi invece esce fuori di corsa, si agita, chi infine rimprovera Dio. C&#8217;\u00e8 anche forse il turbamento di chi attribuisce la sciagura al proprio peccato: se Dio non interviene \u00e8 perch\u00e9 non me lo merito.<br \/>\nCome se le umane resistenze al bene potessero porre un limite alla tenerezza dell&#8217;amore. Tutti questi atteggiamenti sono distrazioni per non incontrarsi con il proprio essere vero affrontato all&#8217;imprevisto, alla contrariet\u00e0, all&#8217;insicurezza, alla radicale solitudine ontologica.<br \/>\nPer <strong>essere<\/strong> <strong>vita<\/strong>, l&#8217;esistenza deve poter essere una successione di morti. Gli antichi si raffiguravano la morte come un fiume da passare. Talvolta per\u00f2 il ponte sembra non esserci. Bisogna avventurarsi, ma il passaggio fa paura. Si rimane fermi sulla riva.<br \/>\nDisperarsi, agitarsi, lamentarsi sono tutti modi per evitare di mettere i piedi nell&#8217;acqua, che significherebbe perdere le sicurezze.<br \/>\n<strong>\u00c8 pi\u00f9 facile accusare Dio<\/strong>. La sua apparente assenza dalla storia, da qualsiasi storia, diventa pretesto per un ateismo pratico anche da parte di chi si ritiene credente. Di fronte al male, alla morte sentita come l&#8217;irrimediabile sconfitta della vita, c&#8217;\u00e8 la risposta del buon cristiano che conosce il catechismo: \u201c<em>so che risusciter\u00e0 nell&#8217;ultimo giorno<\/em>&#8221; e intanto piange.<br \/>\nGes\u00f9 cerca di far passare Marta da una fede di testa ad una fiducia viscerale nella vita: \u201c<strong>Io sono la risurrezione e la vita<\/strong>&#8220;, ma senza ottenere da lei che percepisca il senso profondo di quello che sta avvenendo.<br \/>\n<strong>Prima<\/strong> che Lazzaro morisse, n\u00e9 lui n\u00e9 le sue sorelle erano viventi.<br \/>\n<strong>Ora la gloria di Dio \u00e8 l&#8217;uomo vivente<\/strong>, non solo perch\u00e9 \u00e8 il Dio della vita &#8211;\u00a0che \u00e8 ancora un modo di dire per estrometterlo dal nostro mondo, dalla nostra esistenza &#8211; ma perch\u00e9 \u00e8 la vita che si manifesta come tale in ogni vivente. Crederci \u00e8 accertare di non fuggire per cogliere il pi\u00f9 che viene offerto. \u00c8 capire che tutta la realt\u00e0 tangibile, qualsiasi avvenimento e persino qualsiasi sofferenza, sono metafore della vera vita nascosta alla radice di ogni esistenza.<br \/>\n\u201c<em><strong>Lazzaro \u00e8 morto e io sono contento per voi di non essere stato l\u00e0, perch\u00e9 voi crediate<\/strong><\/em>\u201c che la vita <strong>\u00e8<\/strong>, che la morte \u00e8 solo un&#8217;altra forma dell&#8217;essere.<br \/>\nSe il sole \u00e8 offuscato dallo smog, perde per questo il suo fulgore?<br \/>\n\u201cLazzaro, vieni fuori (\u2026) Scioglietelo e lasciatelo andare!\u201c. L&#8217;uomo \u00e8 chiamato a venir fuori da tutte le morti, il Signore della vita chiama tutti a libert\u00e0.<br \/>\n*al secolo <em>Odile Van Deth<\/em>, suora di clausura per 37 anni, poi ritornata allo stato laicale<br \/>\n<strong>\u0001Il foglietto:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/incontri\/fogli\/noncomune35.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte A<\/a> <a href=\"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/incontri\/fogli\/Vquar_A.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte B<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro del 30 marzo Un commento di suor Emmanuelle-Marie* Gv 11,1-45 Tutto quello che succede, anche l&#8217;irreparabile come la morte, nasconde un bene pi\u00f9 grande di quello perso. Come per le sorelle di Lazzaro, \u00e8 pi\u00f9 comodo fermarsi alla situazione immediata: &#8220;se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto&#8220;. 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