{"id":246,"date":"2016-11-11T16:20:52","date_gmt":"2016-11-11T15:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/?p=246"},"modified":"2016-11-11T16:20:52","modified_gmt":"2016-11-11T15:20:52","slug":"246","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rete3.net\/cdp\/2016\/11\/11\/246\/","title":{"rendered":"1517: Festeggiare!"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-252\" src=\"https:\/\/www.rete3.net\/cdp\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/luther.jpg\" alt=\"Luther\" title=\"Martin Luther 1523\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rete3.net\/cdp\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/luther.jpg 396w, https:\/\/www.rete3.net\/cdp\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/luther-238x300.jpg 238w\" sizes=\"(max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><em><strong>Quando<\/strong><\/em>, in occasione del compleanno o, peggio, dell&#8217;onomastico che &#8220;cadeva&#8221; il primo gennaio, cercavo di fare gli auguri a mio suocero, mi rispondeva: &#8220;c&#8217;\u00e8 poco da festeggiare sono pi\u00f9 vecchio di un anno&#8221; esprimendo il concetto in modo molto pi\u00f9 colorito ed efficace. Cercavo in tutti i modi di convincerlo che, invece, c&#8217;era molto da festeggiare, non si convinceva, &#8230;mai!<br \/>\nParlando, qualche mese fa, dell&#8217; &#8220;anniversario della riforma&#8221; anche a me \u00e8 capitato di dire: &#8220;non si pu\u00f2 festeggiare quando i fratelli si dividono&#8221;.<!--more--><br \/>\n<em><strong>Quando<\/strong><\/em> il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, ha detto:&#8221;i cattolici non hanno nulla da festeggiare&#8221; per la data del 31 ottobre del 1517 che segna l&#8217;inizio della &#8220;divisione&#8221; nella Chiesa &#8211; mi sono preoccupato: &#8220;allora sto diventando tedesco&#8221; ho pensato.<br \/>\nHa risposto, non a me, ma al prefetto, senza citarlo, con garbo, uno svizzero, un cardinale.<br \/>\n<small>(fonte:agenzia SIR)<\/small>\u201cFesteggiare\u201d i 500 anni della Riforma di Lutero significa essere \u201cgrati\u201d per i 50 anni di dialogo tra luterani e cattolici; avere \u201cla speranza\u201d che la commemorazione comune possa portare ulteriori frutti di dialogo e collaborazione e soprattutto \u201cfare penitenza\u201d, chiedere cio\u00e8 perdono per tutto il male che \u00e8 stato commesso in questi 500 anni. Risponde cos\u00ec il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani, a chi anche negli ultimi giorni ha detto che sui 500 anni della riforma di Lutero \u201cnon c\u2019\u00e8 nulla da festeggiare\u201d visto che quella Riforma \u00e8 stata causa di divisione della Chiesa e di conflitto. Parlando questa mattina a Roma ai giornalisti del viaggio del Papa a Lund, il cardinale svizzero precisa che il termine \u201cfesteggiare\u201d ha connotazioni linguistiche diverse: mentre \u201cin italiano si pu\u00f2 festeggiare tutto\u201d, in tedesco l\u2019uso del termine \u201cfesteggiare\u201d ha bisogno di una connotazione pi\u00f9 precisa. A questo proposito, Koch ha ricordato il documento \u201cDal Conflitto alla Comunione\u201d in cui cattolici e luterani sottolineano come la commemorazione della Riforma di Lutero si fonda su \u201ctre punti forti\u201d: il primo punto \u00e8 \u201cla gratitudine per tutto ci\u00f2 che abbiamo riscoperto di avere in comune\u201d in questi 50 anni di dialogo cattolico-luterano che \u00e8 stato \u201cil primo dialogo bilaterale avviato nel 1967 all\u2019indomani del Concilio Vaticano II\u201d. Il secondo punto forte \u00e8 \u201cla speranza che questa commemorazione comune possa portare buoni frutti in futuro\u201d. Sul terzo punto, il cardinale ha precisato subito che \u201cLutero non ha voluto fare divisione, creare nuove chiese ma rinnovare la Chiesa cattolica e al suo tempo non era possibile e ci\u00f2 ha portato a divisione e anche a guerre terribili, come la guerra dei trent\u2019anni che ha trasformato l\u2019Europa in un mare rosso di sangue\u201d. \u00c8 chiaro quindi che di questo \u201cnon si pu\u00f2 festeggiare ma dobbiamo fare penitenza\u201d.<small>(fonte:agenzia SIR)<\/small><br \/>\nSulla commemorazione comune ha parlato anche il rev. Martin Junge, segretario generale della Federazione luterana mondiale: \u201cAbbiamo visto tanti segni che sono diventati possibili\u201d, ha detto. \u201cNegli anni \u201880 per esempio nessuno avrebbe mai creduto che avremmo trovato un accordo sulla giustificazione e invece l\u2019abbiamo trovato. Se qualcuno ci avesse detto solo qualche anno fa che avremmo avuto una commemorazione comune tra luterani e cattolici della Riforma, molti avrebbero detto: impossibile. Personalmente questi eventi danno coraggio perch\u00e9 dicono che molte cose ritenute impossibili possono diventare possibili. Nel contesto in cui viviamo oggi, in un mondo frammentato, ferito da conflitti, credo che la comunione tra i cristiani, il fatto che luterani e cattolici davanti al mondo esprimano misericordia e perdono, \u00e8 una testimonianza potente di Cristo al mondo. Credo possa diventare un grande contributo\u201d.<small>(fonte:agenzia SIR)<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando, in occasione del compleanno o, peggio, dell&#8217;onomastico che &#8220;cadeva&#8221; il primo gennaio, cercavo di fare gli auguri a mio suocero, mi rispondeva: &#8220;c&#8217;\u00e8 poco da festeggiare sono pi\u00f9 vecchio di un anno&#8221; esprimendo il concetto in modo molto pi\u00f9 colorito ed efficace. 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