{"id":216,"date":"2016-10-30T10:06:00","date_gmt":"2016-10-30T09:06:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/?p=216"},"modified":"2024-01-06T12:43:10","modified_gmt":"2024-01-06T11:43:10","slug":"che-genere-di-dio-lideologia-che-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rete3.net\/cdp\/2016\/10\/30\/che-genere-di-dio-lideologia-che-non-ce\/","title":{"rendered":"Che &#8220;genere&#8221; di Dio &#8211; L\u2019ideologia che non c\u2019\u00e8"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>di Massimo De Vinco<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Recentemente la <strong>Parrocchia di S. Maria delle Grazie<\/strong> (Avellino) ha ospitato un incontro sull&#8217; \u201c<em>ideologia del gender<\/em>\u201d, che io reputo &#8211; da cristiano, da cattolico e da medico &#8211; falsa e tendenziosa sia nei modi che nei termini in cui essa viene proposta.<br \/>\nCredo che il &#8220;credente&#8221; di oggi, molto pi\u00f9 di quello di ieri, sia chiamato ad uno <em>scatto<\/em> di qualit\u00e0:\u00a0smetterla, una volta per tutte, di delegare e\/o permettere a terzi di \u201cpensare\u201d al suo posto.\u00a0Il\u00a0<em><strong>discernimento<\/strong><\/em>\u00a0dovrebbe essere, per lui, pratica quotidiana &#8211; puntualmente misconosciuta nella catechesi &#8211; per allenarsi ad impedire a chicchessia di &#8220;pensare&#8221; al suo posto e provare cos\u00ec ad evitare\u00a0l&#8217;unico peccato indicato da Ges\u00f9 come tale: il tradimento dello Spirito (Mc 3, 28-29).<!--more--><br \/>\nCi\u00f2 premesso, pubblico un articolo della teologa\u00a0<strong>Benedetta Selene<\/strong><b> Zorzi<\/b>, sperando possa essere di aiuto a quanti si pongono domande su questa fantomatica \u201c<i>ideologia gender<\/i>\u201d.<br \/>\n\u201cS\u00ec \u00e8 un maschio\u201d\u2026 dice una donna incinta con un sorriso sulle labbra e un orgoglio intimo a chi le chiede di che sesso sar\u00e0 il nascituro. Inizia cos\u00ec la questione del genere: esso \u00e8 il valore, il senso, il significato, il destino o i sogni che associamo alla determinazione sessuale di una persona.<br \/>\nGli <b>studi di genere<\/b> non intendono affermare che maschi e femmine non esistono o non sono differenti, ma che <b>il sesso non \u00e8 il genere<\/b>. Cio\u00e8 il sesso \u00e8 un dato con cui si viene al mondo, ma il genere \u00e8 il <b><i>valore<\/i><\/b>, il <b><i>colore<\/i><\/b>, il <b><i>ruolo<\/i><\/b>, il <b><i>significato<\/i><\/b>, il <b><i>carattere<\/i><\/b>, i <b><i>limiti<\/i><\/b> e le <b><i>aspettative<\/i><\/b> che io attribuisco al sesso. Siccome non c\u2019\u00e8 un diretto collegamento tra ci\u00f2 che un neonato racchiude nel pannolino e il futuro stipendio che avr\u00e0 se uomo o donna, si capisce che il problema avviene in ci\u00f2 che accade tra quando nasce e quando diventa adulto. Quanto accade nel frattempo si chiama \u201c<b>costruzione sociale<\/b>\u201d.<br \/>\nIl <strong>gender<\/strong>, lungi dall\u2019essere una ideologia chiara, sostenuta da autori precisi con contenuti tematici specifici, <strong>\u00e8 solo un criterio di analisi<\/strong> che smaschera come non ci sia una legge naturale che determini carattere, ruolo e destino di uomini e donne, ma <strong>\u00e8 ci\u00f2 che crediamo<\/strong> che una persona debba essere, diventare o comportarsi, a seconda del suo sesso.<br \/>\nIl <b>genere<\/b> quindi appartiene alle <b>aspettative sociali<\/b> e ai <b>valori culturali<\/b>. Ecco perch\u00e9 si dice che \u00e8 una \u201c<b><i>costruzione sociale<\/i><\/b>\u201d.<br \/>\nSi tratta piuttosto delle <strong>aspettative sociali o delle convinzioni<\/strong> che abbiamo introiettato cos\u00ec in profondit\u00e0\u00a0da sembrarci \u201c<i>naturali<\/i>\u201d (nel senso di un destino meccanico che viene dalla morfologia). Spiace vedere la <b>confusione<\/b> che regna in coloro che combattono questo <i>gender<\/i> (un mostro caricaturale creato <i>ad hoc<\/i> per combatterlo e che contiene le cose pi\u00f9 varie) ritenendo che esso sia una precisa ideologia e poi non sanno distinguere tra i termini maschio, maschilit\u00e0, maschile, uomo (femmina, femminilit\u00e0, femminile, donna), per non parlare della confusione che emerge quando si i-nizia a chiedere loro quali contenuti esso avrebbe.<br \/>\n<b>La cosa grave<\/b> \u00e8 che tramite questa sorta di lotta scatenata a questa fantomatica \u201c<i>ideologia del gender<\/i>\u201d si rischia di perdere alcune conquiste che sembravano assodate circa <strong>i ruoli, la dignit\u00e0 e i diritti delle donne<\/strong>, la maggiore di tutte le minoranze.<br \/>\nIniziai a occuparmi del tema \u2018<i>se la donna fosse creata a immagine di Dio<\/i>\u2019 in occasione della stesura della mia tesi di dottorato in teologia, contro la mia volont\u00e0. Mi sembrava infatti una questione inutile, superata, perch\u00e9 la <b>Bibbia<\/b> era l\u00ec da sempre a dire che <b>la donna \u00e8 creata ad immagine di Dio<\/b> (Gen 1,27).\u00a0Studiando per\u00f2 la storia della teologia su questo tema, mi trovai a misurarmi con interpretazioni (che possiamo chiamare <i>costruzioni<\/i>) di quel dato biblico <i>inammissibili<\/i> e <i>penalizzanti<\/i> per le donne, interpretazioni di cui si potevano seguire modifiche e sviluppi nel corso della storia, ma anche processi involutivi. Una <b>bimillenaria costruzione di genere<\/b>, una riflessione teologica sulla donna, sulla spiritualit\u00e0 femminile e sul ruolo delle donne nella Chiesa, che era stata fatta esclusivamente da parte di uomini e impregnata di mentalit\u00e0 patriarcale, tanto pi\u00f9 potente sulla costruzione sociale ed ecclesiale quanto pi\u00f9 introiettata dalle donne e da esse condivisa. Non si trattava solo di ingenue teorie antiche, perch\u00e9 su tali assunti continuano a fondarsi ancora molte prescrizioni, leggi e istituzioni ecclesiali. Per chi studia teologia come donna la parzialit\u00e0 di una tale prospettiva risulta inaccettabile. Ho anche scoperto per\u00f2 che erano ormai tante le teologhe che si erano misurate gi\u00e0 prima di me con una tale storia: un immane sforzo compiuto da tante donne in particolare negli ultimi cinquant\u2019anni nel campo della riflessione storico-religiosa che ha intrecciato la riflessione femminista e gli studi di genere.<br \/>\nQuesti studi hanno riguardato <b>le concezioni teologiche sulla donna e il femminile<\/b>; le<b> metafore maschili e femminili (presenti nella Bibbia) per parlare di Dio<\/b>; le teologhe hanno riesumato dal silenzio in cui le aveva lasciate la tradizione maschile, donne importanti nella storia della salvezza. \u00c8 stato evidenziato il rivoluzionario messaggio e il comportamento di <b>Ges\u00f9 con le donne<\/b>, ma si \u00e8 anche <b>smascherato il ruolo delle antiche ideologie patriarcali<\/b> sulla costruzione dei ruoli femminili nel cristianesimo, ideologie che hanno frequentemente soffocato il messaggio evangelico, infine si \u00e8 ridimensionata l\u2019azione e la missione delle donne cristiane \u2013 un imponente lavoro sulla mariologia &#8211; fino a toccare le questioni legate alla <b>maschilit\u00e0 di Ges\u00f9<\/b>, su come essa aiuterebbe la costruzione di un modello di maschilit\u00e0 non machista e sia invece stata usata ideologicamente per costruire e giustificare il clericalismo ecclesiale.<br \/>\nSe c\u2019\u00e8 un luogo, insomma, in cui la separazione tra sesso e genere \u00e8 stata all\u2019opera fin da tempi non sospetti, questo luogo \u00e8 proprio la<b> teologia, il discorso su Dio<\/b>.<br \/>\n<b>Dio non ha sesso<\/b> e quindi di LUI (maschile?) si parla solo usando categorie di \u2018<i>genere<\/i>\u2019. Ecco allora che, dal momento che Dio \u00e8 per il credente il Bene e tutto il positivo dell\u2019esistenza al massimo grado, sar\u00e0 detto, immaginato, descritto e dipinto (nelle cattedrali come nel proprio spirito) tramite tutte le nostre convinzioni, valori, significati associati alla positivit\u00e0: allora sar\u00e0 \u201c<b><i>lui<\/i><\/b>\u201d.<br \/>\nE quando gli vorremo associare caratteristiche positive come la dolcezza, l\u2019accoglienza, la tenerezza allora parleremo delle sue caratteristiche femminili.<br \/>\nMa <b>DIO NON HA SESSO<\/b>.<br \/>\nLo sanno i bambini che da come disegnano Dio ci aiuterebbero a uscire dai nostri schemi irrigiditi (si veda R. Torti, <i>Mamma perch\u00e9 Dio \u00e8 maschio?<\/i>).<br \/>\nIl <b>genere<\/b>, entrando come categoria analitica nel campo teologico, smaschera vecchie e nuove ideologie che hanno ricadute sulle concezioni della natura dell\u2019essere umano, del posto e del ruolo della sessualit\u00e0 nella persona, della dignit\u00e0 delle persone nella chiesa e nella societ\u00e0, fino ad aprirci gli occhi sulla misura in cui l\u2019ideologia patriarcale abbia plasmato e rischi di continuare a farlo, la costruzione dottrinale e sacramentale del cristianesimo.<br \/>\nGli<b>\u00a0STUDI DI GENERE<\/b>\u00a0risultano fortemente utili per le nuove aperture che il Papa richiede nei confronti delle \u201cgiuste rivendicazioni\u201d (<i>Evangelii Gaudium<\/i> 103-104) delle donne nella chiesa (ecclesiologia). Insomma, c\u2019\u00e8 molta \u201ccostruzione di genere\u201d nella storia della teologia, nella dogmatica, nell\u2019antropologia cristiana e nella sacramentaria: gli studi di genere ci aiutano a vederla e a smascherarla.<br \/>\n<b>Il genere fa bene alla teologia<\/b>.<br \/>\nIl <b>Coordinamento Teologhe Italiane<\/b> si \u00e8 costituito proprio per sostenere, valorizzare e dare visibilit\u00e0 agli studi teologici in prospettiva di genere ed \u00e8 oggi una realt\u00e0 imprescindibile nel panorama di ricerca italiana e teologica, non soltanto cattolica. Esso raduna teologhe di diverse confessioni e religioni.<br \/>\nCerto che il modo in cui sono fatta, il mio corpo, se sono alta o bassa, se sono bella o brutta, se ho il carattere di mia nonna o di mio padre, influenzer\u00e0 la mia storia, le mie scelte, la mia interazione con altri e in societ\u00e0. Ma non c\u2019\u00e8 nessun destino, perch\u00e9 appunto l\u2019essere umano, per quanto con-dizionato dalla sua biologia, dalla sua storia, dal suo peccato o dalle sue buone abitudini, \u00e8 aperto al futuro di Dio.<br \/>\nIn questo senso l\u2019<b>UGUAGLIANZA di genere<\/b> non \u00e8 il fatto che le persone siano tutte uguali o che non si voglia riconoscere che un pene sia diverso da una vagina. L\u2019uguaglianza di genere significa uguaglianza di dignit\u00e0 tra maschio e femmina, di opportunit\u00e0 e di ruoli (responsabilit\u00e0) da assumere.<br \/>\nLa specie umana si trova davanti a nuove sfide sociali, culturali e scientifiche per le quali non ha ancora maturato forze etiche, spirituali e schemi mentali adeguati.<br \/>\nLa creazione del mostro \u201c<b>ideologia del gender<\/b>\u201d sembra piuttosto nascondere un problema pi\u00f9 ampio: <strong>\u00e8 il nome delle nostre paure<\/strong>, dei nostri limiti mentali, di quegli schemi introiettati che invece di aiutarci a trovare una conformazione e una identit\u00e0 plastica e relazionale diventano una prigione in cui catturare noi stessi, gli altri e imprigionare le nostre migliori possibilit\u00e0.<br \/>\nCome ci insegna la storia biblica e la psicologia, non si scappa dalle proprie zone di ombra proiettandole fuori di noi e combattendole come mostri, ma solo tramite il riconoscimento che qualcosa di quel nemico \u00e8 anche in me. <b>Il mostro \u201cgender\u201d<\/b> cos\u00ec come \u00e8 stato costruito da chi lo combatte, in fondo \u00e8 l\u2019altro lato di quella <b>libert\u00e0 incoercibile e indeterminabile<\/b> che il cristianesimo riconosce ad ogni persona indipendentemente dal suo sesso.<br \/>\nGli <b>schemi di genere<\/b> hanno radici storicamente antiche e sono profondamente iscritti in ciascuno di noi per questo: ma sono sorti a favore della felicit\u00e0 della persona e della societ\u00e0 e devono continuare a funzionare a favore della libert\u00e0, dignit\u00e0 e valorizzazione delle persone. Quando essi diventeranno un randello per limitare, denigrare o condannare qualcuno, allora non hanno pi\u00f9 senso e vanno velocemente abbandonati.<br \/>\nSarebbe un peccato per noi teologhe e per la teologia tutta essere costrette ad abbandonare questa feconda categoria teologica che studiamo da molti decenni solo a causa di una campagna politica iniziata da poco e che probabilmente finir\u00e0 presto, non appena si trover\u00e0 una soluzione alle nuove sfide sociali: ma se non si esce dalla contrapposizione la Chiesa avr\u00e0 perso il suo ennesimo treno di dialogo con la societ\u00e0 moderna che invece ha contribuito essa stessa a costruire e alle istanze della quale non \u00e8 estranea.<br \/>\n<strong>Sono i valori cristiani<\/strong> che portano a batterci per un riconoscimento della sessualit\u00e0 nella struttura umana della persona intera, per una educazione all\u2019affettivit\u00e0, per una lotta alla discriminazione.<br \/>\nEcco perch\u00e9 mi auguro che dalla contrapposizione tra cattolicesimo e \u201cideologia del Gender\u201d si passi al dialogo e alla riflessione profonda sulle nuove questioni, molto differenti tra loro, che si affacciano alla cultura e alla societ\u00e0, come anche alla legislazione: una delle strade maestre che oggi si offre alla Chiesa \u00e8 la teologia fatta dalle donne. Ma anche qui: bisogner\u00e0 che la Chiesa si dimostri disposta a cambiare molti schemi di genere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimo De Vinco Recentemente la Parrocchia di S. Maria delle Grazie (Avellino) ha ospitato un incontro sull&#8217; \u201cideologia del gender\u201d, che io reputo &#8211; da cristiano, da cattolico e da medico &#8211; falsa e tendenziosa sia nei modi che nei termini in cui essa viene proposta. 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