{"id":189,"date":"2016-10-25T14:06:13","date_gmt":"2016-10-25T12:06:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/?p=189"},"modified":"2024-01-06T12:32:44","modified_gmt":"2024-01-06T11:32:44","slug":"giustificato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rete3.net\/cdp\/2016\/10\/25\/giustificato\/","title":{"rendered":"Giusti-ficati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong>Incontro del\u00a021 ottobre<\/strong><\/p>\n<p><em><small>&#8230;Ges\u00f9 disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l\u2019intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: \u00abDue uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l\u2019altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cos\u00ec tra s\u00e9: \u201cO Dio, ti ringrazio perch\u00e9 non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, ad\u00f9lteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo\u201d.<\/small><\/em><!--more--><\/p>\n<p><em><small>Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: \u201cO Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore\u201d. Io vi dico: questi, a differenza dell\u2019altro, torn\u00f2 a casa sua giustificato, perch\u00e9 chiunque si esalta sar\u00e0 umiliato, chi invece si umilia sar\u00e0 esaltato\u00bb.(Lc 18,9-14)<\/small> <\/em><br \/>\n<small>(Papa Francesco 1\u00b0 giugno 2016)<\/small> La volta scorsa abbiamo ascoltato la parabola del giudice e della vedova, sulla necessit\u00e0 di pregare con perseveranza. Oggi, con un\u2019altra parabola, Ges\u00f9 vuole insegnarci qual \u00e8 l\u2019atteggiamento giusto per pregare e invocare la misericordia del Padre; come si deve pregare; l\u2019atteggiamento giusto per pregare. E\u2019 la parabola del fariseo e del pubblicano (cfr Lc 18,9-14).<br \/>\nEntrambi i protagonisti salgono al tempio per pregare, ma agiscono in modi molto differenti, ottenendo risultati opposti. Il fariseo prega \u00abstando in piedi\u00bb (v. 11), e usa molte parole. La sua \u00e8, s\u00ec, una preghiera di ringraziamento rivolta a Dio, ma in realt\u00e0 \u00e8 uno sfoggio dei propri meriti, con senso di superiorit\u00e0 verso gli \u00abaltri uomini\u00bb, qualificati come \u00abladri, ingiusti, adulteri\u00bb, come, ad esempio, &#8211; e segnala quell\u2019altro che era l\u00ec \u2013 \u00abquesto pubblicano\u00bb (v. 11). Ma proprio qui \u00e8 il problema: quel fariseo prega Dio, ma in verit\u00e0 guarda a s\u00e9 stesso. Prega se stesso! Invece di avere davanti agli occhi il Signore, ha uno specchio. Pur trovandosi nel tempio, non sente la necessit\u00e0 di prostrarsi dinanzi alla maest\u00e0 di Dio; sta in piedi, si sente sicuro, quasi fosse lui il padrone del tempio! Egli elenca le buone opere compiute: \u00e8 irreprensibile, osservante della Legge oltre il dovuto, digiuna \u00abdue volte alla settimana\u00bb e paga le \u201cdecime\u201d di tutto quello che possiede. Insomma, pi\u00f9 che pregare, il fariseo si compiace della propria osservanza dei precetti. Eppure il suo atteggiamento e le sue parole sono lontani dal modo di agire e di parlare di Dio, il quale ama tutti gli uomini e non disprezza i peccatori. Al contrario, quel fariseo disprezza i peccatori, anche quando segnala l\u2019altro che \u00e8 l\u00ec. Insomma, il fariseo, che si ritiene giusto, trascura il comandamento pi\u00f9 importante: l\u2019amore per Dio e per il prossimo.<br \/>\nNon basta dunque domandarci quanto preghiamo, dobbiamo anche chiederci come preghiamo, o meglio, com\u2019\u00e8 il nostro cuore: \u00e8 importante esaminarlo per valutare i pensieri, i sentimenti, ed estirpare arroganza e ipocrisia. Ma, io domando: si pu\u00f2 pregare con arroganza? No. Si pu\u00f2 pregare con ipocrisia? No. Soltanto, dobbiamo pregare ponendoci davanti a Dio cos\u00ec come siamo. Non come il fariseo che pregava con arroganza e ipocrisia. Siamo tutti presi dalla frenesia del ritmo quotidiano, spesso in bal\u00eca di sensazioni, frastornati, confusi. \u00c8 necessario imparare a ritrovare il cammino verso il nostro cuore, recuperare il valore dell\u2019intimit\u00e0 e del silenzio, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che Dio ci incontra e ci parla. Soltanto a partire da l\u00ec possiamo a nostra volta incontrare gli altri e parlare con loro. Il fariseo si \u00e8 incamminato verso il tempio, \u00e8 sicuro di s\u00e9, ma non si accorge di aver smarrito la strada del suo cuore.<br \/>\nIl pubblicano invece \u2013 l\u2019altro \u2013 si presenta nel tempio con animo umile e pentito: \u00abfermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto\u00bb (v. 13). La sua preghiera \u00e8 brevissima, non \u00e8 cos\u00ec lunga come quella del fariseo: \u00abO Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore\u00bb. Niente di pi\u00f9. Bella preghiera! Infatti, gli esattori delle tasse \u2013 detti appunto, \u201cpubblicani\u201d \u2013 erano considerati persone impure, sottomesse ai dominatori stranieri, erano malvisti dalla gente e in genere associati ai \u201cpeccatori\u201d. La parabola insegna che si \u00e8 giusti o peccatori non per la propria appartenenza sociale, ma per il modo di rapportarsi con Dio e per il modo di rapportarsi con i fratelli. I gesti di penitenza e le poche e semplici parole del pubblicano testimoniano la sua consapevolezza circa la sua misera condizione. La sua preghiera \u00e8 essenziale. Agisce da umile, sicuro solo di essere un peccatore bisognoso di piet\u00e0. Se il fariseo non chiedeva nulla perch\u00e9 aveva gi\u00e0 tutto, il pubblicano pu\u00f2 solo mendicare la misericordia di Dio. E questo \u00e8 bello: mendicare la misericordia di Dio! Presentandosi \u201ca mani vuote\u201d, con il cuore nudo e riconoscendosi peccatore, il pubblicano mostra a tutti noi la condizione necessaria per ricevere il perdono del Signore. Alla fine proprio lui, cos\u00ec disprezzato, diventa un\u2019icona del vero credente.<br \/>\nGes\u00f9 conclude la parabola con una sentenza: \u00abIo vi dico: questi \u2013 cio\u00e8 il pubblicano \u2013, a differenza dell\u2019altro, torn\u00f2 a casa sua giustificato, perch\u00e9 chiunque si esalta sar\u00e0 umiliato, chi invece si umilia sar\u00e0 esaltato\u00bb (v. 14). Di questi due, chi \u00e8 il corrotto? Il fariseo. Il fariseo \u00e8 proprio l\u2019icona del corrotto che fa finta di pregare, ma riesce soltanto a pavoneggiarsi davanti a uno specchio. E\u2019 un corrotto e fa finta di pregare. Cos\u00ec, nella vita chi si crede giusto e giudica gli altri e li disprezza, \u00e8 un corrotto e un ipocrita. La superbia compromette ogni azione buona, svuota la preghiera, allontana da Dio e dagli altri. Se Dio predilige l\u2019umilt\u00e0 non \u00e8 per avvilirci: l\u2019umilt\u00e0 \u00e8 piuttosto condizione necessaria per essere rialzati da Lui, cos\u00ec da sperimentare la misericordia che viene a colmare i nostri vuoti. Se la preghiera del superbo non raggiunge il cuore di Dio, l\u2019umilt\u00e0 del misero lo spalanca. Dio ha una debolezza: la debolezza per gli umili. Davanti a un cuore umile, Dio apre totalmente il suo cuore. E\u2019 questa umilt\u00e0 che Maria esprime nel cantico del Magnificat: \u00abHa guardato l\u2019umilt\u00e0 della sua serva. [\u2026] di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono\u00bb (Lc 1,48.50).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il foglietto: <a href=\"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/incontri\/fogli\/noncomune27.pdf\">Parte A<\/a> <a href=\"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/incontri\/fogli\/XXX_C.pdf\">Parte B<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro del\u00a021 ottobre &#8230;Ges\u00f9 disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l\u2019intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: \u00abDue uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l\u2019altro pubblicano. 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