{"id":112,"date":"2016-07-21T16:32:25","date_gmt":"2016-07-21T14:32:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/?p=112"},"modified":"2023-12-29T18:22:18","modified_gmt":"2023-12-29T17:22:18","slug":"chiedete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rete3.net\/cdp\/2016\/07\/21\/chiedete\/","title":{"rendered":"Chiedete&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong>Incontro del 21 luglio<\/strong><\/p>\n<p><em>Commento di Enzo Bianchi su Luca 11,1-13<\/em> (vedi su\u00a0<small><a href=\"http:\/\/www.monasterodibose.it\/preghiera\/vangelo\/10629-la-preghiera-secondo-gesu\">monastero di Bose<\/a><\/small>)<br \/>\nIl brano del vangelo di questa domenica \u00e8 in realt\u00e0 composto di tre parti: la preghiera di Ges\u00f9 (vv. 1-4), la parabola dell\u2019amico insistente (vv. 5-8) e infine la sua applicazione (vv. 9-13). Tutto il brano si regge sull\u2019informazione dataci da Luca a proposito degli atteggiamenti di Ges\u00f9 durante il viaggio verso Gerusalemme (cf. Lc 9,51). Anche in questo camminare Ges\u00f9 si fermava, sostava e pregava: i discepoli lo vedevano impegnato in questa azione fatta certamente in un modo che li colpiva e li interrogava.<!--more--><br \/>\nProprio alla fine di una di queste soste in preghiera, non sappiamo in quale ora della giornata, se al mattino o alla sera, un discepolo gli chiede di insegnare a tutta la comunit\u00e0 come pregare, sull\u2019esempio di ci\u00f2 che aveva fatto Giovanni il Battista con quanti lo seguivano. In risposta, Ges\u00f9 consegna una preghiera breve, essenziale che Luca e Matteo (cf. Mt 6,9-13) ci hanno trasmesso in due versioni. Quella di Luca \u00e8 pi\u00f9 breve, costituita innanzitutto da due domande che hanno un parallelo nella preghiera giudaica del Qaddish: la santificazione del Nome e la venuta del Regno. Seguono poi tre richieste riguardo a ci\u00f2 che \u00e8 veramente necessario al discepolo: il dono del pane di cui si ha bisogno ogni giorno, la remissione dei peccati e la liberazione dalla tentazione. Preghiera semplice quella del cristiano, senza troppe parole, ma piena di fiducia in Dio \u2013 invocato come Padre \u2013 nel suo Nome santo, nel suo Regno che viene. Avendo commentato pi\u00f9 volte il \u201cPadre nostro\u201d, vorrei qui sostare piuttosto sui versetti seguenti, quelli che contengono la parabola e la sua applicazione.<br \/>\nQuesta parabola \u00e8 riportata solo da Luca, il quale vuole presentare la preghiera di domanda come preghiera insistente, assidua, che non viene meno ma che sa mostrare davanti a Dio una determinazione e una perseveranza fedele. Ges\u00f9 intriga gli ascoltatori, li coinvolge e per questo, invece di raccontare una storia in terza persona, li interroga: \u201cChi di voi\u2026?\u201d. \u00c8 una parabola che narra ci\u00f2 che pu\u00f2 accadere a ciascuno degli ascoltatori:<br \/>\nChi tra voi, se ha un amico e va a casa sua a mezzanotte e gli dice: \u201cAmico, prestami tre pani, perch\u00e9 \u00e8 giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli\u201d, lo sente rispondere dall\u2019interno: \u201cNon procurarmi molestie! La porta \u00e8 gi\u00e0 chiusa e i miei bambini sono a letto con me! Non posso alzarmi per darteli\u201d? Vi dico: anche se non si alzer\u00e0 a darglieli perch\u00e9 \u00e8 suo amico, almeno per la sua insistenza si alzer\u00e0 a dargliene quanti gliene occorrono.<br \/>\nParabola semplice, che vuole mostrare come l\u2019insistenza di una domanda provochi la risposta anche da parte di chi, pur essendo amico, sulle prime non \u00e8 disposto a esaudirla. S\u00ec, \u00e8 l\u2019insistenza (persino noiosa!) dell\u2019amico e non il sentimento dell\u2019amicizia a causare l\u2019esaudimento e il conseguente dono: con la sua ostinata domanda un amico importuno pu\u00f2 fare cambiare parere a un altro amico importunato.<br \/>\nProprio perch\u00e9 le cose vanno cos\u00ec, Ges\u00f9 allora commenta:<br \/>\nChiedete e vi sar\u00e0 dato,<br \/>\ncercate e troverete,<br \/>\nbussate e vi sar\u00e0 aperto.<br \/>\n\u00c8 vero che non si usa esplicitamente il verbo \u201cpregare\u201d, ma \u00e8 evidente che Ges\u00f9 si riferisce sempre alla preghiera, proprio in risposta alla domanda iniziale del discepolo. Chiedete \u2013 raccomanda Ges\u00f9 \u2013 cio\u00e8 non abbiate paura di chiedere a Dio che \u00e8 Padre, chiedete con semplicit\u00e0, sicuri di essere esauditi da chi vi ama, e chiedete senza stancarvi mai. Si tratta di cercare con la convinzione della necessit\u00e0 della ricerca, con la convinzione che c\u2019\u00e8 qualcosa che vale la pena di essere cercato, a volte faticosamente, a volte lungamente, ma occorre essere certi che prima o poi si giunger\u00e0 a trovare. Dove c\u2019\u00e8 una promessa, si tratta di attendere vigilanti, di cercarne l\u2019esaudimento. Si tratta anche di bussare a una porta: se si bussa, \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 speranza che qualcuno dal di dentro apra e ci accolga, ma a volte occorre bussare ripetutamente\u2026<br \/>\nDi conseguenza, ci poniamo subito la domanda: perch\u00e9 Dio ha bisogno di essere pi\u00f9 volte supplicato, perch\u00e9 vuole essere cercato, perch\u00e9 vuole che bussiamo ancora e ancora? Ne ha cos\u00ec bisogno? No, siamo noi che abbiamo bisogno di chiedere, perch\u00e9 siamo dei mendicanti e non vogliamo riconoscerci tali; siamo noi che dobbiamo rinnovare la nostra ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 veramente necessario; siamo noi che dobbiamo desiderare che ci sia aperta una porta, in modo da poter incontrare chi ci accoglie. Dio non ha bisogno della nostra insistente preghiera, ma siamo noi ad averne bisogno per imprimerla nelle fibre della nostra mente e del nostro corpo, per aumentare il nostro desiderio e la nostra attesa, per dire a noi stessi la nostra speranza.<br \/>\nMa a questa parabola e al suo primo commento Ges\u00f9 aggiunge un\u2019altra applicazione, sempre breve e sempre in forma interrogativa:<br \/>\nQuale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli dar\u00e0 forse una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli dar\u00e0 forse uno scorpione? O se gli chiede un pane, gli dar\u00e0 forse un sasso (quest\u2019ultima aggiunta \u00e8 presente solo in una parte della tradizione manoscritta)?<br \/>\nEcco, questo non avviene tra un padre e un figlio, perch\u00e9 il legame di sangue impedisce un simile comportamento paterno, anche in caso di scarso affetto. A maggior ragione \u2013 dice Ges\u00f9 \u2013 se questo non avviene tra voi che siete cattivi, eppure sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto pi\u00f9 il Padre che \u00e8 nel cielo dar\u00e0 lo Spirito santo a quelli che glielo chiedono.<br \/>\nQuest\u2019ultima parola di Ges\u00f9 \u00e8 stata meditata poco e con poca intelligenza dalla chiesa stessa negli ultimi secoli. Ges\u00f9 sa, e per questo lo dice con franchezza, che noi umani siamo tutti cattivi (ponero\u00ed), perch\u00e9 in noi c\u2019\u00e8 una pulsione, un istinto a pensare a noi stessi, ad affermare noi stessi, alla philaut\u00eda, l\u2019amore egoistico di s\u00e9. Eppure, anche se questa \u00e8 la nostra condizione, siamo capaci di azioni buone, almeno nel caso di un rapporto famigliare tra padre e figlio. Ebbene, se noi, pur nella nostra cattiveria, diamo cose buone ai figli che ce le chiedono, quanto pi\u00f9 Dio, che \u201c\u00e8 il solo buono\u201d (agath\u00f3s: Lc 18,19), dar\u00e0 cose buone a chi gliele chiede! Ma come dimenticare che sovente abbiamo fatto di Dio un padre pi\u00f9 cattivo dei nostri padri terreni? Scriveva Voltaire: \u201cNessuno vorrebbe avere come padre terreno Dio\u201d, ed Engels gli faceva eco: \u201cQuando un uomo conosce un Dio pi\u00f9 severo e cattivo di suo padre, allora diventa ateo\u201d. \u00c8 cos\u00ec, ed \u00e8 avvenuto cos\u00ec perch\u00e9 la chiesa ha dato un\u2019immagine di Dio come giudice severo, vendicativo e perverso, fino a spingere gli umani ad abbandonare un tale Dio e a negarlo! Ges\u00f9 invece ci parla di un Dio Padre pi\u00f9 buono dei padri di cui abbiamo fatto esperienza, insegnandoci che sempre Dio ci d\u00e0 cose buone quando lo invochiamo.<br \/>\nMa in questo brano c\u2019\u00e8 una precisazione importante e decisiva a proposito della preghiera. Luca si discosta dalla versione di queste parole di Ges\u00f9 fornita da Matteo, perch\u00e9 sente il bisogno di chiarirle e di spiegarle. S\u00ec, \u00e8 vero che Dio ci esaudisce con cose buone (cf. Mt 7,11), ma queste non sempre sono quelle da noi giudicate buone. La preghiera non \u00e8 magia, non \u00e8 un \u201caffaticare gli d\u00e8i\u201d \u2013 come scriveva il filosofo pagano Lucrezio (La natura delle cose IV,1239) \u2013 o uno stordire Dio a forza di parole moltiplicate, dice altrove Ges\u00f9 (cf. Mt 6,7-8). Dio non \u00e8 a nostra disposizione per esaudire i nostri desideri, spesso egoisti ma soprattutto ignoranti, in senso letterale: non sappiamo ci\u00f2 che vogliamo! Ecco perch\u00e9 \u2013 precisa la versione lucana \u2013 \u201cle cose buone\u201d sono in realt\u00e0 \u201clo Spirito santo\u201d. Sempre Dio ci d\u00e0 lo Spirito santo, se glielo chiediamo nella preghiera, e lo Spirito che scende nella nostra mente e nel nostro cuore, lui che si unisce al nostro spirito (cf. Rm 8,16), \u00e8 la risposta di Dio. Ma \u00e8 bene fare un esempio, a costo di essere brutali. Se io, affetto da una grave malattia, chiedo a Dio la guarigione, non \u00e8 detto che questa si verifichi effettivamente, ma posso essere certo che Dio mi dar\u00e0 lo Spirito santo, forza e amore per vivere la malattia in un cammino in cui continuare ad amare e ad accettare che gli altri mi amino. Questo \u00e8 l\u2019esaudimento vero e autentico, questo \u00e8 ci\u00f2 di cui abbiamo veramente bisogno!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><small>commento di ENZO BIANCHI da <a href=\"http:\/\/www.monasterodibose.it\/preghiera\/vangelo\/10629-la-preghiera-secondo-gesu\">monastero di Bose<\/a><\/small><\/p>\n<p>Il foglietto: <a href=\"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/incontri\/fogli\/noncomune6.pdf\">Parte A<\/a> <a href=\"http:\/\/www.rete3.net\/cdp\/incontri\/fogli\/XVIITO_C.pdf\">Parte B<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro del 21 luglio Commento di Enzo Bianchi su Luca 11,1-13 (vedi su\u00a0monastero di Bose) Il brano del vangelo di questa domenica \u00e8 in realt\u00e0 composto di tre parti: la preghiera di Ges\u00f9 (vv. 1-4), la parabola dell\u2019amico insistente (vv. 5-8) e infine la sua applicazione (vv. 9-13). 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